SempreScomoda
pippo


martedì, luglio 08, 2008
 

SECONDA PUNTATA (a grande richiesta)

é che prima non tenevo genio.

ma intanto succedevano altri fatti e a un certo punto l'urgenza di mettere viola su nero si fa più forte della totale mancanza di tempo.

la notte, l'alcol, la fiesta, ed una visione inaspettata.

le mie gambe si muovono verso il corpo del ragazzo che fuma da solo, appoggiato ad un muro con un'espressione che stona con il contesto. dimenticando le persone che sono con me.

ci sono i nostri soliti discorsi assurdi, ci sono sorrisi, ma questa volta non c'é serenità, non c'é rilassatezza. questa volta non c'é il razionale buonsenso a gettare acqua sul pensiero e sul ricordo di infuocati sms. l'alcol regala una sincerità pericolosa. imprvvisa come un incidente dichiaro il mio bisogno di un abbraccio del quale più tardi mi verrà confessata la stessa urgenza da parte del corpo che si unisce con il mio in una morsa stretta da togliere il respiro e far vacillare un equilibrio che già si fatica a mantenere nella quotidianeità.

milioni di frasi troppo difficili da pronunciare appesantiscono l'aria, riempiono l'ambiente, riducono l'ossigeno e lo spazio. così ci si ritrova abbracciati sempre più stretti e si respira a fatica.

senza riuscire a staccarmi ascolto una voce che con considerevole difficoltà mi chiede una dolorosa conferma, mi chiede scusa, mi chiede di essere egoista e di pensare alla mia felicità, dichiara di non avere tempo, di volermi chiamare molto più di quanto non faccia già. dice e non sa che dire, e io non riesco a far altro che ascoltare e affondare la mia testa nel gracile petto e sentire le sue mani fraterne e estranee accarezzarmi i capelli.

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semprescomoda | 21:25 commenti (1)


venerdì, giugno 20, 2008
 
GUARDAMI
(NON POTRAI MAI TROVARE UN’ALTRA COME ME)
 
ascoltare questa canzone e gridare questa frase pensando a lui, era automatico, inevitabile… solo che lui aveva avuto sempre tutto difficile, difficilissimo, e allora il pensiero da incazzato diventava amaro, e smettevo di prendermela con lui, e rivolgevo la mia rabbia verso la vita, il destino, verso l’impotenza che avevo provato. C’era stato dolore, tanto. C’era stata speranza, poca, che si rendesse conto che non era una buona ragione, che non era una soluzione, che era solo come strappare la piantina di violette che inspiegabilmente cresceva nel deserto, in mezzo ai cactus.
Ma poi c’era stata la rassegnazione
Come Sempre.
 
Come sempre ho accettato l’idea inaccettabile e sono riuscita persino a farmela piacere, perché io sono così.
 
E dopo alcune settimane avevo anche smesso di guardare ogni giorno, almeno 4 volte al giorno, nella strada di casa sua, nella quale chissà cosa speravo o temevo di vedere.
E poi c'era stato il riavvicinamento, nell’amicizia.
Perché io resto sempre inspiegabilmente amica dei miei fidanzati.
Bugia.
Non resto amica.
Divento amica.
Perché di solito prima di fidanzarci non siamo mai amici.
 
E nell’amicizia avevo iniziato piano piano a sentirmi comoda (io?!), rilassata, serena, a mio agio.
Gli volevo un bene innegabile, palpabile, visibile. Non potevo smettere di preoccuparmi per lui, di sperare che stesse bene, che la sua vita fosse minimamente facile. E mi divertivo insieme a lui. Eravamo “in sintonia”, come si dice. Era normale capirci al volo, anche solo un’espressione del viso, una parola non detta, una battuta comprensibile solo nel nostro micromondo privato.
 
Giuro, non rimpiangevo quello che eravamo.
Io quando mi convinco di qualcosa lo faccio con i controcazzi, e credevo fermamente che come “fidanzati” acquistavamo solo dettagli trascurabili (il sesso) o dannosi (le mie pretese, il mio magone costante, le mie lacrime soffocate e solitarie, le mie lamentele, i suoi silenzi). 
In questo modo prendevamo solo il buono, ed era molto meglio.
 
Poi un giorno percepii qualcosa. Chiamai miriana e le raccontai la mia percezione, e alle sue domande tipo “e cosa faresti se…” rispondevo:
non mi dirà mai niente. Lui è così, masochista. Si lacera dentro, ma preferisce farsi in culo lui, piuttosto che complicare la vita a un altro.
 
E poi arrivò l’essemmesse
 
(ho scoperto che la storia è lunga. La seconda puntata la racconto un’altra volta… se tengo genio)
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semprescomoda | 21:52 commenti (1)


domenica, giugno 15, 2008
 
ESSEMMESSE
 
160 caratteri, 37 parole, alcune storpiate, abbreviate, in una lingua della quale ormai colgo anche le più sottili sfumature. E colgo anche le sue di sfumature, e sono quelle, più la sua faccia, le sue espressioni, le sue parole e il suo modi di dirle, a snaturare il messaggio e a caricarlo di sensi e importanza che potrebbe non avere. Se venisse da qualcun altro, o in un altro momento storico.
 
E invece arriva adesso.
Da lui.
 
Per farmi venire mal di pancia, e nausea e confusione.
Per farmi sentire immensamente bella stamattina, di una bellezza involontaria, inaspettata, dagli effetti non calcolati e devastanti.
Per farmi desiderare che passi il tempo e che non passi, che si dicano parole e che non si dicano, che le cose cambino e che non cambino.
 
È dimostrato.
La vita mi prende per il culo.
Sempre e comunque.
E io non ho mai la risposta pronta.
Mai.
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semprescomoda | 13:18 commenti (2)


lunedì, giugno 09, 2008
 

I ZINCARI

stufa di ascoltare inconsapevoli iberici guardatelevisione raccontarmi e domandarmi di storie e relazioni e soluzioni di conflitti di interesse dei miei conterranei con i rumeni, posto il mio unico pensiero al riguardo, ringraziando l'autore: il trovatore pesciaiolo Gianfranco Marziano, che pur avendo certa influenza nella mia vita non era mai comparso su questo blog. rimedio e auguro a tutti buona lettura.

(vi volevo mettere pure il link per sentirvela ma non lo trovo quindi se proprio non ce la fate la cercate su iutub)

IZincari

narrato
Vita in città e qualche volta anche fuori. Mi ero comprato che mi ero comprato un camper, che perlomeno ci andavo a pic-nic io, mia moglie e mio figlio Marketiello.
- Marketiello a papà non correre che ti sporchi; e poi a mamma chi la sente?

Il fiume, il cielo, la bella giornata, la cinepresa, le fotografie... che ci divertiamo.
- Il camper lo chiudo?
- Ma figurt tanto...
- Guarda guarda i pesciolini nel torrente!
- Mo' papà va a pigliare la canna e il cuoppo, ti fa vedere come li pigliamo
- Mariuccia spetta qua col bambino io vado a pigliare i pesci
- Eh pure io vac a pija nu pesc...
- Mariuccia! Finiscila che ce davanti al bambino a dire queste cose!

Torno. Il camper aperto.
- Ma che a niente a niente...
Eh, a niente a niente o'cazz! I tendin strappat, tutto sott'e ngopp, nun c'evan lasciat manco lo zucchero e il sale, ci avevano pure cacato dentro: merda nterra, sulla moquette, a'moquett azzurra, fresca messa.

Gira gira, trova nu contadino. Dico:
- Scusate ma, nun ne sapite niente voi? Nun ne sapite niente?
- Ma che v'anno arrubbato? - fa quello. Ed io: - Si pecchè -
e chillo: - Dottò , sapete chi so dottò ? so...

...I ZINCARIIIIII!

- Dottò eh chille so' i zincari, e nu guajo!
- Eh ma come, ma perchè, ma proprio a me!
- Eh dottò so zincari o'fanno pure pe senza nient
- Papà ma che e successo?
- E che successo, è successo ca si nu strunzo, perchè non hai chiuso?
- eh tu si u solito strunzo!
- Mariù, ma faj che fosse colpa mia?
- Statt zitt statt zitt guarda qua che schifo ,pure à merda!

Vabbuò. Turnamm'a sera, mia moglie cà nun parla. La televisione, Raimondo Vianello, le partite. Passa un mese, due, mi vendo pure il camper che tanto m'era passata la voglia. Andiamo in vacanza al mare, villaggio turistico e tutto, tutto compreso, pure l'escursione al monastero.
- Mariù tu vieni?
- No no vai tu, và và, tengo a che fà!
Torniamo il giorno dopo; mi chiama un cameriere e mi fa:
- Dottò, scusate, lo so che non sono fatti miei, voi site na brava persona ma vostra moglie è na zoccola!
- Ah - faccio io - grazie!
La seguo, la vedo che si imbarca nella spineta con un animatore e poi nun'a vedo cchiù. Torno all'asciugamano: ci manca a machina fotografica e il portafoglio. Ma chi è stato, chi nun è stato... ie stat ...

...I ZINCARIIIIII!

- So i zincari dottò - fa il bagnino - come girate l'uocchio è nu uajo

Vabbuò. Torno a casa da solo, à trovo aperta. Chiamo il portinaio e chiedo:
- Scusate ma voi non ve ne siete accorto?
Chillo nun risponde allarga 'i braccia e fa - Eeh...
Allora scendo, arrivo alla zona delle giostre, dietro c'è un campo zingari. Si stanno spartendo vestiti e televisore. M'avvicino a uno e chiedo:
- Scusate ma siete voi i zincari?
- Eh... pecchè?
- Ma mica me ne posso venire co voi?
- E vieni...

...I ZINCARIIIIII!

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semprescomoda | 13:25 commenti (4)


martedì, maggio 27, 2008
 

CON QUALCHE PICCOLA MODIFICA

(anche paolaturci ha scritto una canzone su di me)

Dalle strade bagnate di pianto
una perla tra i denti del tempo e il
dolore all' idea
di avere perso a vent'anni l'innocenza
sola, trascinando coraggio
consapevole che non basterà
cercherai, sceglierai ogni giorno
come vivere
Questa parte di mondo che cosa ti offre
quale buona occasione, quale opportunità
tra i poeti distanti e le filosofie
c'è qualcosa che rimane non detto
come un velo tra i tuoi occhi ed il mondo
questa parte di mondo

Dalle strade bagnate di sangue
trascinata dal vento
il sud... negli occhi
nelle tue lacrime
l'infinita dolcezza che mostri
guardandomi
Questa parte di mondo che cosa ti offre
quale buona occasione, quale consolazione
tra le storie d'amore e le loro bugie
c'è qualcosa che rimane non detto
come un velo tra i tuoi occhi ed il mondo
questa parte di mondo

quale parte del mondo migliore sarà
Quale buona occasione quale opportunità
tra i poeti distanti e le filosofie
c'è qualcosa che non ti hanno mai detto
alza il velo tra i tuoi occhi ed il mondo
questa parte di mondo

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semprescomoda | 21:17 commenti (2)


mercoledì, maggio 14, 2008
 
MI ERO DIMENTICATA IL TITOLO
    
Stamattina, dopo aver fatto mille telefonate, stavo lavando i piatti della colazione e della cena miei e delle mie due coinquiline mangianti (ne abbiamo una che non mangia) e canticchiavo allegramente una canzone autobiografica di mia invenzione improvvisata sul tema “io mi sbatto dalla mattina alla sera ma non vedo mai una lira però le cose che devo pagare io le pago senza fare storie, guarda un po’”
E mi è venuta in mente una canzoncina che cantava sempre mio padre quando ero piccola e ho iniziato a canticchiarla, e per miracolo l’ho trovata su google (con tanto di accordi, in un canzoniere politico-popolare) e vi posto il pezzo che sapevo io:
 
Io c'ho un padrone che non paga mai,
però a Natale fa una bella festa.
Il mio padrone fa una bella festa
e allora invita tutti gli operai.
[I Rit] Che bella festa, tutta pagata
dalla minestra all'insalata!
Ed alla fine della bella festa
una sigaretta a testa.
 
Il mio padrone non pagante + rilevante al momento è lo Stato Spagnolo (perdón, il Regno di Spagna) lo stesso al quale ho appena scoperto di dover dare 88virgolaqualcosa euro perché, dopo avergli cacato 3 chili di documenti con relativa fotocopia autenticata e traduzione giurata, mi conceda di riconoscere che sono laureata. (toh, senti che rima!!)
poi un giorno, con altri documenti e altri 88 euro litigheremo per stabilire in cosa sono laureata, ma per il momento mi va bene così.
 
Ma la Corona è buona e giusta e ieri al lavoro mi hanno dato un foglio con la lieta novella: non mi detraggono il 18% ma il 15%...
Che dolci… ma da QUALI soldi, mi chiedo io!?!?!
 
Tra un’ora dovrò essere in un’agenzia di traduzione per fare una telefonata a un “organismo ufficiale italiano” per la quale non so ancora che compenso riceverò (e quando lo riceverò), poi andrò a fare la mia brava guida da 45 minuti e 25 euro (che pago sempre regolarmente) e poi prenderò il treno per andare a lavorare per il nemico fino a notte inoltrata, perché vorrei finire tutto entro oggi perché domani pomeriggio ho da fare delle lezioni e visto che quelle me le pagano (quasi sempre), mi sembra un peccato perderle. Tutto senza passare dal via (casa), mi domando quando e cosa mangerò.
 
Ciononostante sono stressatamene allegra. Vaffanculo la mia crescita intellettuale, in questi giorni ogni secondo libero lo dedico alla mia vita sociale e a divertirmi. Poi tra qualche giorno smetto, per dedicare qualche ora a cercare di superare l’esame di galego che ho il 1 giugno e per il quale ho – manco a dirlo – già pagato la mia brava tassa.
 
Ah. Ieri dopo aver visto l’intervista da Fazio, gentilmente segnalata e offerta da Jacopo Fo, mi sono scaricata un po’ di scritti di Marco Travaglio… ovviamente non avrò mai il tempo di leggerli, ma ieri mi sono stampata e letta in treno i “curriculum” dei deputati estratto da “se li conosci li eviti”. Impressionante.
E qua si lavora per mettere in galera brave persone che rubano caramelle per campare la prostituta della quale si sono innamorati.
Che vergogna
.
 
semprescomoda | 11:42 commenti (2)


mercoledì, maggio 07, 2008
 
MY SIMS SEEMS ME
 
Quando sentii la mia coinquilina lamentarsi perché la sua tipa stava depressa, capii che quella che da giorni vedevo da lontano sul suo monitor non era una scacchiera, come credevo, ma una casa. Una casa arredata dalla mia coinquilina e nella quale viveva una tipa che lavorava, pisciava, mangiava e aveva sentimenti. La mattina dopo il nostro amico Norman stava installando il gioco sul mio pc, con tre viaggi di pendrive, giacché i suoi cd non piacevano al mio lettore.
 
In pochi giorni e tante grida dovute alla sua incapacità di prescindere dal soddisfare tutte le sue ottuse necessità, la mia amichetta virtuale mi ha insegnato tante semplici cose sulla vita:
- anche se lavori solo 6 ore al giorno, tra la doccia, la colazione e il viaggio di andata e ritorno, la maggior parte del tuo tempo se ne va a puttane.
- se organizzi una festa a casa tua spendi una barca di soldi, ti stressi, ti sfinisci, ti otturano il cesso, ti rompono le cose, ti riducono la casa una monnezza, tu non ti diverti nemmeno un po’ e con molta probabilità finisci con un livello di amicizie inferiore a prima della festa.
- le amicizie vanno coltivate. Se non li caghi per un po’ i tuoi amici prima protestano, dopodiché spariscono semplicemente dalla tua vita, e tu ti deprimi.
- se vuoi avere un fidanzato e vuoi che la vostra relazione cresca e si solidifichi, ti resta pochissimo tempo per i tuoi amici e mantenerli é ancora più difficile: molti non si accontentano di una telefonata.
- nonostante il cuoricino che indica il suo livello di amore indichi il massimo possibile il tuo fidanzato troverà sempre delle scuse del cazzo per non sposarti. Oltretutto è estremamente suscettibile e si incazza per ogni stronzata. tu pure, però.
- se hai degli amici ed un fidanzato non puoi assolutamente accrescere le tue abilità. ti puoi comprare libri, piscine, attrezzi da ginnastica, macchine da cucire, tavoli da lavoro per costruire nani da giardino, tori meccanici, piscine… ma non avrai il tempo di usarli.
- ogni tanto ti ricordi che hai uno strumento musicale, che ti ha dato tanta gioia quando l’hai comprato. Ma non hai mai il tempo di usarlo.
- non dormire o ridurre al minimo le ore dedicate al sonno non é una soluzione, perché il giorno dopo sei stanca, non ce la fai a fare un cazzo e ti addormenti in piedi.
 
Stamattina pensavo alla vita di questa tipa e pensavo che è tutto fottutamente reale.
 
Ti sbatti tutto il giorno a destra e a sinistra, non riesci mai a fare tutto quello che vorresti, se hai una vita sociale riduci a zero le tue possibilità di crescita intellettuale e viceversa. I rapporti di amicizia sono spesso fragili e difficili, quelli di coppia non ne parliamo nemmeno. Ma soprattutto il problema principale è il tempo. Non hai mai il tempo di appagare tutte le tue necessità. È matematicamente impossibile essere al massimo in ogni aspetto. E quando ci sei vicina stramazzi a terra incosciente, perché mentre ci provavi non hai notato che la tua energia scendeva sotto lo zero.
 
E considerate che la mia tipa ha una che le fa i servizi, ha il frigo sempre miracolosamente pieno senza fare la spesa, ha un solo vestito e un solo pigiama che non lava mai e non si depila.
 
Quindi io sto messa peggio
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semprescomoda | 16:33 commenti (1)


martedì, aprile 22, 2008
 

ODIO

quella cifra di merda che compare ogni volta che mi connetto al mio conto corrente spagnolo.

é ingiusta.

non é la cifra che dovrebbe vedere chi negli ultimi mesi ha prestato 250 ore di servizio professionale ottimamente remunerato

voglio i miei fottuti soldi, cazzo!

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semprescomoda | 09:04 commenti (5)


venerdì, aprile 18, 2008
 

DUE STORIE IN ORDINE SPARSO

uno
Era un momento senza importanza
Un bacio solo in una danza
Un bacio vigliacco del tipo che
ti ritrovi distrutto pensando che ormai è certo lei ama te...
In quel momento preciso e vitale
come una lama nel cuore ti appare
Un viso che dorme vicino a te
Un'emozione che gela tutto il bevuto
Un'emozione che gela più del dovuto
Dormo col cuore a metà
Diviso tra il sogno e la realtà
Tra un corpo da mille carezze e
Le mille incertezze della libertà
        
due
E poi parlo con lui, ciascuno a casa sua, attraverso lo schermo di un computer. Come quando stavamo insieme avremmo fatto due o tre volte al massimo. Lui mi cerca, ma non mi deve dire niente. Allora gli do chiacchiere, rilassata, tranquilla.
 
Poi inizia a parlare di noi, di me, di lui. E capisco che per lui questa chiacchierata è importante, perché a un certo punto mi chiede di aspettare due minuti, e va a fumare. Mi dice quanto sono meravigliosa e quanto gli ho dato e quanto non è stato all’altezza della situazione. E quanto gli sono mancata e che non mi chiamava per paura di essere rifiutato.
 
Come sempre quello che posso offrire è la mia sincerità. Gli dico che quando ci siamo separati e mi mancava come persona, mi maledicevo per non aver saputo essere semplicemente amica sua, per doverci sempre mettere dell’altro.
 
La conversazione è surreale, non per me, ma per il suo atteggiamento: loquace, intraprendente, coraggioso, osa. Mi chiede cosa faccio domani mattina…
 
Domani mattina sarò in altre faccende affaccendata. Anyway gli ho detto che lo chiamo e se non posso vederci di mattina, ci vedremo di pomeriggio. E ricominceremo dal fatto di esserci simpatici e di stare bene insieme, e di volerci bene. E toglieremo tutte le implicazioni sentimental-sessuali. E forse tra un po’ avrò un amico.
.
semprescomoda | 22:30 commenti (1)


domenica, aprile 13, 2008
 

APPOCUNDRIA

Aspettando che Pablo arrivi con la sua inopportuna onnipresenza a tirarmi fuori dall’irrimediabile pigrizia di questa domenica.
Domenica scorsa, nonostante le 3 ore di sonno della notte precedente, a quest’ora ero pronta per andare al lavoro, e oggi è stata una faticaccia immensa uscire dal letto all’una, e da allora non ho fatto altro che mangiare, e rispondere a 2 domande di un test per la patente.
 
A volte ci sono dei giorni che non hanno voglia di essere vissuti, e il cielo che non regala uno spiraglio di azzurro da ormai 7 giorni ci mette il suo. E windguru oggi si rimangia le promesse di sole per domani e dopodomani. Fanculo.
 
Sono ferma.
 
La traduzione é ferma alla parola cartucho, perché non so come renderla, e mi demotiva, a parte che non ho avuto tempo e adesso non ho voglia.
 
I pensieri nella testa sono troppi e segreti e si affollano senza poter uscire, come le malattie del signor Burns. E se provo a dirne qualcuno, ma senza dire, viene fuori un post brutto come il precedente, o come questo.
 
E allora mi sto zitta, e non importa se il blog resta abbandonato per un po’.
Scriverò quando ne sentirò il bisogno.
.
semprescomoda | 15:12 commenti (2)


giovedì, aprile 10, 2008
 
RINCONTRI
 
Come cercavo di spiegare negli ultimi post, chiusa una porta, dopo la delusione, un po’ il mio cambiamento di attitudine e un po’ la fortuna, ne fanno aprire tante altre che mi riempiono testa pensieri corpo anima e conto corrente e mi fanno stare bene, bene
 
b e n e
 
be – ne
 
come stai?
 
da quanto tempo non rispondevo bene?
 
e poi mentre sto bene ci vediamo
e mi ringrazia di avere accettato l’invito… e io non capisco il ringraziamento e rispondo che sono buona e che non serbo rancore, ma sento che è una risposta inadeguata, ma poi non mi importa nemmeno tanto.
 
e io temevo solo di scoprire che stesse con qualcuno
e invece non solo no, ma la cosa strana era che io ero estremamente
più tranquilla di lui
più felice di lui
più sorridente di lui
più serena di lui
 
e soprattutto ne sono molto più fuori di lui
 
lui con il mio braccialetto al polso, l’unico, insieme a quello di sua mamma
lui che non è riuscito a vedere prision break e non ha intenzione di farlo
lui che sembra che la sua vita sia sempre uguale, sempre un po’ triste, sempre senza allegria, senza via d’uscita
 
e lui parlava e io pensavo che mi dispiaceva per lui
pensavo che é stato un po’ stupido a lasciarmi andare... e pensavo se davvero alla fine l’ha fatto per quel piacere che voleva farmi e che io non volevo mi facesse… e lo guardavo e sentivo per lui un affetto… come di appartenenza… di quelli senza ragione però sentivo anche di essere sollevata per il fatto che non fosse più parte della mia vita… e allora mi chiedevo da dove venisse il mio affetto…
e non lo so
 
però mi ha fatto bene vederlo
mi ha fatto bene
insieme a tutto il resto
in questo momento tutto fa un po’ bene
.
semprescomoda | 15:34 commenti (2)


mercoledì, aprile 02, 2008
 

IO ADORO QUEST'UOMO

Come riempi …bene quei jeans
Cammini come una dei filmsss
Coi tacchi quasi galleggi
C’hai dei movimenti che mi stendi
Che cosa fai… cammini così
Quanto tempo passi dentro quei jeans
Non pensi …sia ò…ra…che
Come mai non bevi un whisky con me
Dove devi andare adesso…dò…ve
E dovunque vai io vengo con te
Baby

E allora dài
Gioca con me
Fare l’amore è molto semplice
Non c’è
Nessun perché
Prendilo com’è

Non porti dei vestiti
Tu addosso li “possiedi”
È proprio lì…la forza che hai
E quando vedo i movimenti che fai
Lo sai che così non resisto
E scusami tanto se insisto
Baby

E allora dài
Gioca con me
Fare l’amore è molto semplice
Non c’è
Nessun perché
Prendilo com’è
E quando ormai non ti soddisfa più
Buttami via come sai fare tu
Non c’è
Nessun perché
Dedicalo a me!

Come riempi …bene quei jeans
Cammini come una dei filmsss
Coi tacchi quasi galleggi
C’hai dei movimenti che mi stendi
Che cosa fai… cammini così
E quanto tempo passi dentro quei jeans
Baby

E allora dài
Gioca con me
Fare l’amore è molto semplice
Non c’è
Nessun perché
Prendilo com’è
E quando ormai non ti soddisfa più
Buttami via come sai fare tu
Non c’è
Nessun perché
Dedicalo a me!

....e ho detto.... QUESTO uomo.

quello di "ho bisogno di te" lo prenderei a calci nei denti

.

semprescomoda | 18:55 commenti (4)


domenica, marzo 23, 2008
 
PASQUA DI RISURREZIONE
 
Ieri sera non sono uscita.
Non mi entusiasmava la compagnia, ma ho usato come scusa il fatto di voler essere sveglia stamattina, per andare a messa.
 
Conversazione con Pablo mentre mi riaccompagnava a casa insistendo perché uscissi
 
-         devo andare a messa, perché dio perdoni i miei peccati e mi restituisca quello che mi ha tolto.
-         E che ti ha tolto?
-         Il lavoro?
-         Eeeeh ma tu prima pecchi e poi ti vuoi far perdonare
-         Peccano tutti. Solo che dio guarda solo me e punisce solo me. Non credi che lui dovrebbe aver avuto una punizione peggiore?
-         Bé… sí…
-         Secondo me è perché dio contava su di me, per certe cose. Ero l’unica che ancora la pensava in un certo modo… e ora che non è più così… mi punisce sperando che ci ripensi…
 
La messa è stata orribile. Urge cercare un’altra chiesa, anche se + lontana. Una cosa da non credere: il giorno di Pasqua, la chiesa VUOTA!! Io e una ventina di vecchi, come ogni domenica… ma qua lo sanno che è pasqua? E quel solito prete, che parla dei preservativi come se fossero bombe, stavolta ci dice che è pasqua e dobbiamo essere felici… e vorrei averlo potuto registrare, per farvi sentire la gioia con la quale lo diceva, e la vivacità con la quale ha animato l’intera celebrazione… non sono riuscita ad evitare di pensare ai fatti miei per la maggior parte del tempo…
Ma nonostante la tentazione forte sono rimasta lì, fino alla fine, come una campionessa.
 
E quando sono tornata a casa ho dato un’occhiata ai miei telefoni: in quello italiano c’era la consueta poesia di pasqua di nutella (iodonnatrash) e in quello spagnolo una chiamata persa di “sconosciuto”. Certo che mi è passato per la testa chi poteva nascondersi dietro un nome così poco identificativo, ma sono brillantemente riuscita a dimenticarmene in fretta e a non pensarci. Fino a quando sconosciuto ci ha riprovato e si è mostrato sotto le divertenti sembianze del mio (ex) collega Felipe, che porello, gli tocca lavorare il giorno di pasqua. Dopo le solite stronzate mi fa:
 
-         domani lavori.
-         …no…?
-         …sì!
-         chi te l’ha detto?
 
E insomma domani lavoro.
Il giorno di pasquetta.
Ma tanto qua pasquetta non esiste… e io sono contenta di lavorare, e penso che ho ricevuto questa telefonata perchè dio mi ha un po' perdonata. anche se lavorare domani non significa continuità… non lo so cosa significa… ma va bene e chi vivrà vedrà.
 
La cosa certa è che si dovranno incrociare nuovamente gli sguardi… quando pensavo che eravamo ormai fuori pericolo. Forse ci sarà tensione, o forse saremo bravi attori, forse la tensione non sarà solo tra noi, e forse qualcuno noterà qualcosa. O forse no. Forse ritorneremo sconosciuti e formali, forse sarò di nuovo quella che non parla mai con lui, forse cambierà qualcosa, ma più probabilmente no.
 
Ah, buona pasqua
.
semprescomoda | 15:15 commenti (3)


sabato, marzo 15, 2008
 
YES, I’M TALKING ABOUT YOU (TOO)
            
mi piacciono i discorsi senza senso
              
mi piacciono quelle conversazioni brillanti, botte e risposte totalmente assurde, su temi improbabili, che costruiscono storie inverosimili che potrebbero continuare all’infinito ma si interrompono quando uno degli interlocutori cede, sopraffatto dalla comicità delle stesse, e scoppia a ridere… poi si può anche continuare… però spesso la risata rompe il ritmo e può significare la fine. come un orgasmo può segnare la fine di un rapporto sessuale, oppure no.
si può continuare o comunque ricominciare.
 
è una cosa rara
non mi capita spesso di incrociarmi con cervelli sulla mia stessa lunghezza d’onda da questo punto di vista, con persone che sappiano cosa intendo, che apprezzino la cosa quanto me e che abbiano una forma di sviluppare storie compatibile con la mia.
           
anzi mi è capitato proprio poche volte
potrei nominare tutte le persone, nonostante la mia memoria, rinomatamene scadente.
perché sono poche
mannaggia
              
che poi la cosa triste è che nonostante io abbia visto in ciascuna di queste poche persone il perfetto compagno delle mie adorate divagazioni senza senso, reagendo con pura gioia ad ogni incontro con loro durante il quale si sia potuta svolgere una di queste meraviglie dell’illogica, loro non abbiano riconosciuto in me la stessa caratteristica, e di conseguenza non mi abbiano attribuito lo stesso valore
           
ed è evidente che non l’abbiano fatto
altrimenti adesso sarei con loro a dire stronzate
             
mannaggia.
(già l’ho detto?)
.
semprescomoda | 21:12 commenti (3)


giovedì, marzo 13, 2008
 
L’IMPOSSIBILITÀ DELLA SINCERITÀ
                  
(traduzione dal mio blog spagnolo)
                             
mi sono sempre ritenuta una persona sincera. vabé… sempre sempre no. Fino ai 13,14 anni dicevo molte bugie, ma credo che lo facciano tutti. ma poi conobbi una persona che mi sorprese, perché mi diceva tutto ciò che gli passava per la testa, cose che io non avrei mai detto… mi sembrava assurdo, ma mi sembrava anche che rendesse tutto più semplice e più bello. allora decisi di provare ad essere sincera, a dire ciò che pensavo, così come lo pensavo. a volte era complicato, a volte si trattava di cose difficili da ascoltare, e molte più volte difficili da dire. ma ce la mettevo tutta.
                 
martedì però, ho notato una cosa.
                    
e ho iniziato a pensare a cose del passato… e ho scoperto una cosa piuttosto deludente.
                  
quando parli a qualcuno di ciò che pensi su una certa cosa, per quanto tu sia sincero, ci sarà sempre qualcosa che non dirai. perché la mente umana (perlomeno la mia), genera migliaia di pensieri sulla stessa questione. e alcuni sono… normali, accettabili, riconoscibili, hanno senso e si possono raccontare. ma altri no. altri sono più complicati, li vedi e li allontani, non li accetti e – ovviamente – non li racconti. alcuni non ti appaiono neppure in una forma traducibile a parole, si nascondono, ma tu sai che ci sono, sai che ti sono passati per la testa.
                 
di conseguenza…
                         
quello che ti dico è vero. quello che vi dico è vero.
è la verità, non racconto bugie
(non più)
                       
ma non è tutto.
                      
c’è sempre qualcos’altro
che non viene fuori
non so perché
e non so se sia un bene o un male, suppongo che dipenda dai casi
ad ogni modo è inutile fermarsi a pensarci, perché ritengo sia impossibile esprimere tutti i tuoi pensieri relativi ad una certa cosa.
                  
impossibile
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semprescomoda | 09:52 commenti


venerdì, marzo 07, 2008
 

PERCHÉ SONO POLEMICA...

per questo non ti rispondo.
                  
non parliamo di me
non mi va
         
non stiamo parlando di me. Stiamo parlando di te.
Parliamo di te perché io ti ho chiesto come stai,
perché volevo saperlo
            
ma un “e tu?” non è come un “come stai?
anche se ci hai pensato anche tu
             
ci hai pensato anche tu però l'ho detto io
forse perchè io ci ho pensato di più...
                  
non parliamo di me
non parliamo di cose che non ci interessano
non siamo più obbligati
             
avere le palle di dirgli tutto questo...
ma forse é meglio di no...
le persone non amano fare polemiche
io si... lo adoro...
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semprescomoda | 21:40 commenti (1)


martedì, marzo 04, 2008
 
IL MIO AMICO GESÙ
      
Domenica sono stata a messa
 
Perchè ho ricevuto un’educazione cattolica, come tutti. però io – a differenza di tutti – non me ne sono separata con l’età della ragione. Ha volte non ho chiaro il perché, perchè io no e perché tutti sì, non mi è chiara nessuna delle due cose
 
E io però sono quella che ha scritto tutta questa miriade di parole che si leggono (a volte) su questo fondo scuro e insomma forse si intuisce che non sono proprio lo stereotipo di cattolica che uno si aspetta.
 
Infatti a me viene più naturale dire che sono credente, invece che cattolica, che questo poi pure non lo so, perché io ci credo e altri no, però so perché io credo più “a forma” di cattolico che di un’altra cosa: perché ho ricevuto un’educazione cattolica.
 
Esistono i pomodori ed esiste la pasta. E infinite forme di mischiarli per mangiare. E io penso che un po’ la forma di ciascuno dipende pure dall’abitudine, da come le mischiava sua mamma, o sua nonna. Poi ci sono pure quelli che rompono con la tradizione e fanno di testa loro, ma quelli ci sono sempre.
E comunque il sugo che faceva mia mamma la domenica si chiama chiesa cattolica 
E io mi ricordo che da piccola un prete o chi ne fa le veci disse una cosa sulla messa, tipo che se tu hai un amico devi andarlo a trovare, se no che amico sei? E io non sono esattamente una buona amica perché non chiamo mai i miei amici, e non li vado mai a trovare, lascio sempre che siano loro a cercarmi. E un po’ pure con l’amico gesù. Però poi ogni tanto mi sento sola e chiamo qualcuno e ogni tanto mi sento che ho voglia di andare a trovare il mio amico gesù.
 
e così, per pigrizia e comodità, (apriva all’una) sono andata a quella vicino casa mia. Ci ero già andata altre volte, che altre volte già mi era venuta voglia di andare a trovare gesù. Però stavolta è stato proprio brutto.
 
A casa di gesù c’era uno che diceva cose brutte e io pensavo: gesù, ma perché lasci che questo deficiente parli a casa tua? Poi dite che nessuno ti viene a trovare. Che i giovani non ti vengono a trovare. Bé io se ti vengo a trovare e so che ci trovo questo qui che dice queste cose è normale che non ci vengo più. Che non vado a trovare i miei amici, e poi dovrei andare a trovare a questo? E dicono che quel deficiente non è chi sembra, ce l’ha messo gesù là, ti puoi fidare
 
E io mi fido, quello è il punto
però a volte proprio non capisco
 
Però poi io visto che sono diventata cattolica da piccola, ho un rapporto molto infantile con il mio amico gesù, e allora lunedì, quando mi è arrivata una bella notizia, ho pensato che era gesù che diceva: scusa, ieri ero andato a giocare a pallone, non ti prendere collera, ià…
domenica prossima mi trovi…
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semprescomoda | 09:46 commenti


sabato, marzo 01, 2008
 

RAPPRESENTO

Cammino per strada con il mio mp4 in tasca, la musica dei 24 grana nelle orecchie, il cuore che batte al ritmo delle percussioni, un senso di appartenenza, voglia di cantare.
 
lascio gli occhi a guardare la gente
per guardare me stesso mi rivolgo alla mente
 
Ci sono delle canzoni, o solo dei pezzi, che non posso fare a meno di cantare come vanno cantati. Con la voce grezza, con un accento marcato, con la rraggia in cuorpo.
 
Però quando lo faccio per strada provo un po’ di vergogna. Mi chiedo cosa può pensare chi vede questa ragazza piccola piccola con il viso dolce e le mollettine a forma di farfallina, cacciare questa voce, questa rraggia e questa faccia intussicata.
 
Quando mi vergogno penso che forse potrei cantare queste parti e queste canzoni in un modo meno coinvolto, con un altro tono di voce, con un’altra intenzione come canterei una canzone di qualcun’altro…
ma poi penso di no.
 
Ed è allora che mi viene l’illuminazione:
 
Sono una canzone dei 24 grana
 
Sono come tutte le canzoni ed ogni loro parte.
sono l’accento napoletano grezzo, l’arraggia in curpo, la dolcezza, lo sfastirio, il vibrato neomelodico, l’urlo, il sussurro, la voce roca, la sfasulatezza, il dolore, la melodia, l’allegria, la consapevolezza, l’emozione, il rancore, l’amore, l’insicurezza
a paur e guardá
a paur e sbaglià
a paur e passà
 
però quasi sempre la metà di queste cose non vengono fuori, si nascondono per vergogna, per pudore, per paura.
però i 24 grana senza accento napoletano e senza rraggia non sarebbero come sono, così come quello che io decido sia conveniente mostrare non trasmette quello che sono.
trasmette parti di me che possono pure essere belle ma che sono solo parti di un insieme
ed è l’insieme quello che vale la pena…
 
songo chi mi sente e chi mi sente nun è sulo chi ce sta...
   
* * *
 
stanotte ho fatto dei sogni di merda
però uno era realtà
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semprescomoda | 11:47 commenti (1)


domenica, febbraio 24, 2008
 
SACUDIENDOME EL POLVO
  
passate le due settimane di lutto, si passa a parlare d’altro.
come sempre
come sempre dico e mi dico che è meglio
come sempre è vero
 
é meglio per colpa mia. perché non perdo mai - nonostante la consapevolezza - la malsana abitudine di togliere tempo attenzione e importanza a tutto il resto delle cose, quando ho un uomo accanto
 
ora che non ho nessuno accanto ho tantissimo spazio intorno, e vedo cose che prima mi venivano tappate, il mio sguardo arriva più lontano, e il mio corpo ha voglia di seguirlo
 
La traduzione dei racconti volge al termine. Ne manca uno, poi devo correggere, poi capire come si editano, poi posterò il link. Intanto ho buttato i semini per due progetti. Per la prima volta progetti veri, anche se li consegnerò ad un tramite, piuttosto che direttamente ad una casa editrice, ma ho sempre sostenuto che le cose si fanno a piccoli passi. Sarò pronta a mandare un progetto da sola quando avrò qualcosa da dire su di me, e se questo “sogno” – come lo chiama l’autore – va in porto, ce l’avrò
 
anche se avevo detto che avrei parlato d’altro, dico una cosa:
 
“sucre” (ho appena partorito questo soprannome, che è divertente e azzeccatissimo per diversi motivi) a volte mi manca, come persona, più che come fidanzato. Ma il non provare più le sensazioni spiacevoli che inevitabilmente lo stargli accanto comportava è impagabile. come sempre mi chiedo perché non potremmo essere amici. come sempre questo mi fa capire che evidentemente prima c’era qualcosa di strano… come sempre arrivati a un certo punto me ne fotto
 
come insegna mia madre: tutti sono utili e nessuno è necessario
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semprescomoda | 11:17 commenti (3)


giovedì, febbraio 14, 2008
 
SAN VALENTINO MARTIRE
 
Mi piace lasciarmi il giorno di san valentino, ormai è diventata una tradizione, per questo oggi, dopo 144 ore (sono 6 giorni esatti) tanto facili da gestire all’inizio quanto massacranti durante gli ultimi minuti, ho rotto il silenzio, e abbiamo finalmente messo un punto alla cosa. ovviamente l’ho dovuto aiutare, ma sono contenta così. Tanto era chiaro. Bisognava solo dirlo.
 
Durante i primi minuti del giorno degli innamorati, ovvero ieri sera, stavo godendo, attraverso il mio pc, del quarto episodio della terza serie di Prision Break. Il primo visto senza di lui. E solo ora, scrivendo il post, mi sono resa conto che mi è passato, nella completa indifferenza, il momento della “sigla” che era quello dedicato ai baci. Ero talmente ansiosa di scoprire il seguito, che non ci ho assolutamente pensato. Però ho ovviamente pensato a lui, in due momenti, in particolare. Quando l’urgenza di commentare degli avvenimenti era talmente forte che ho sentito la mancanza di qualcuno con cui farlo. E l’abitudine vuole che la mia mente associasse naturalmente a lui quel qualcuno.
 
Meno grave di quanto sarebbe potuto risultare, comunque.
 
E gli ho detto che l’ho visto. E solo lui può capire quanto la mia decisione sia stata sofferta, e che cosa significhi averlo fatto. Grossomodo come regalare la fede nuziale alle orfanelle. Ah, ho fatto anche una cosa simile, ho regalato, sempre ieri, il braccialetto a manu, che me l’aveva chiesto.
 
E insomma, that’s all
 
Ah.. gli si è rotto l’hard disk che gli avevo regalato
ahahahahahaha
 
…però io non avevo mandato nessuna maledizione, lo giuro…
certo, a saperlo me lo sarei risparmiato…
 
ah, no. Mi dicono dalla regia che queste cose non si dicono.
…soprattutto il giorno di san valentino
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semprescomoda | 21:36 commenti (8)


sabato, febbraio 09, 2008
 

BRINDO ALLA TUA SALUTE

anidride carbonica, coloranti, edulcoranti, acidi, aromi, correttori di acidità e una fonte di fenilanina che dio me ne liberi, qualsiasi cosa sia.

lascio che il mio corpo si infetti con questa merda comprata per te. lo considero la mia cerimonia privata per la celebrazione della fine. per ricordarmi quanto sia stupido comprare cose che mi fanno schifo nel sapore e nell'anima per fare felice qualcuno che non fa felice me.

per mia colpa mia colpa mia grandissima colpa è innegabile che nei tempi lunghi questo non possa  essere per me che un regalo prezioso. perchè da sola mi rimbocco le maniche e rifiorisco. perchè non merito di appassire accanto a te.

oltretutto

senza

niente

in

cambio

lascia pure la mia mano, affonda pure nel baratro delle tue tragedie e dei tuoi dolori, nella nebbia in cui ti senti a tuo agio. smetto di trascinarti ostinatamente verso il sole ed il calore. che non riconosci, non capisci, non vuoi, o forse semplicemente non sei ancora pronto per loro. non è più un mio problema. e fortunatamente per me, tra la tristezza e lo sconforto riesco a riconoscere, splendente, il sollievo. perchè per molti versi lo sarà.

que te vaya bien

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semprescomoda | 15:24 commenti (2)


martedì, febbraio 05, 2008
 
FUMO DI INCENSO
 
Forse era un segnale, che non ho notato.
Vedo segnali dappertutto, quando voglio, ma quello non l’avevo visto. Non volevo riconoscerlo. È solo fumo, del resto.
Fumo che copre altro fumo.
Ugualmente nocivo, mi dicono, ma me ne sbatto.
È profumato, mi da sensazioni migliori.
 
Però forse è un segnale, di stanchezza.
Forse è il segno del fatto che non lascerò più che il suo fumo mi bruci la gola. E se lo farà anche questo fumo, l’avrò deciso io.
Sarà il mio fumo, a bruciarmi.
Copro il suo fumo con il mio. Copro. Coprire non elimina.
Non sopporto più il suo fumo, non più.
 
Temo che il fumo profumato sia un palliativo, non una soluzione.
E un palliativo lascia il tempo che trova, non risolve. Perde tempo.
 
Perdo
Tempo
 
Ormai è chiaro che il fumo mi da fastidio.
Ho molto incenso da bruciare, ancora, ma temo
Che non lo consumerò tutto…
Che non ce ne sarà bisogno.
 
E ho usato la parola temo
Perché non ne sarò contenta.
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semprescomoda | 15:11 commenti (1)


sabato, febbraio 02, 2008
 
HO VISTO VIA COL VENTO
 
Il viso ancora umido e la gola ostruita da immagini e parole già mito prima di essere fruite. Mi sono decisa alla visione per un fatto culturale più che di desiderio, ma si è rivelata una piacevole sorpresa.
E comunque è stato utile averlo ieri sera, per calmare il mio nervosismo di bambina viziata che quando si tratta di riprendersi ciò che è suo, giura di poter sopportare tutto, e poi non riesce a non morire dentro quando i suoi progetti vanno a puttane. La ripresa è iniziata da là, e poi le cose si sono naturalmente tranquillizzate.
 
Continuo a chiedermi di quale forza magnetica sono vittima, giacché razionalmente sono incapace di darmi una spiegazione, e mille volte ho già gridato: machicazzomelofafare, ma lievi impercettibili parole a volte mi fanno capire delle cose e mi regalano piccole gioie. Mi sento un giardiniere con l’obiettivo di curare ed irrobustire una piantina, ma che per iniziare ha solo una manciata di terra ed un semino.
C’è chi già da tempo mi ritiene sorprendentemente paziente. Tuttavia non sono nata con il pollice verde, ma ce la metto tutta, anche se poi mi lamento e mi sfogo, a volte di nascosto, a volte meno.
 
Mi innervosisco per un paio di idee sfuggite, e per aver perso la sana abitudine del block notes e adesso è inutile che ci penso, “ci penserò domani” come dice la mia nuova eroina, però in realtà pensarci non serve a niente, o mi rimetto il block in borsa o mi faccio in culo. Del resto è grazie a lui se posso recuperare almeno l’embrione di qualcuna delle mille idee andate perse nell’hard disk.
 
Due nomi di donna differenziati da una U mi propongono di condire la mia giornata, e come al solito sono combattuta tra l’asocialità e la voglia, tra la noia e la pigrizia. Spero di convincermi ad accettare, che poi sicuro che mi fa bene.
 
L’ultimo pensiero di questo post sconclusionato e brutto è per un novello gentiluomo dagli occhi chiari, la cui condotta mi sorprende, mi incuriosisce e mi fa vergognare dei pensieri cattivissimi che riesco a fare, a volte. Forse poi alla fine veramente la più stronza sono proprio io.
 
Oggi c’è di nuovo il sole
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semprescomoda | 12:19 commenti


giovedì, gennaio 24, 2008
 

FOSSE PER ME...

Buongiorno,e allora?
le uniche difficolta ad entrare nel giovane nuovo mondo possono essere di carattere personale

ingenuità sensibilità fantasia sono finalmente tollerate
potenziamento del bagaglio emotivo
up-gradazione della vostra libertà individuale
estensione delle facoltà sensitive
tutto può dipendere ora dalla vostra volontà

me chiudo tutta 'a rrobba mia
ccà sulo smanio e me ne ascì
muto e torturato, 'mbastardisco 'ncatenato
tengo a collera e chi è stato
troppo tiempo a se capì


se-se -putesse
se-me-ne-jesse
quando-partesse
comme-cantasse

fosse pe'mme nnun turnasse maje cchiù
fosse pe'mme nun turnasse maje cchiù


contenti?
e ora amplificate le correnti del suono
scegliendo oggi con le ultime possibilità rimastevi
riabilitazione della valle dei pinguini
torture batteriche videodattilografate
ridimensionamento esistenziale nell'ostentazione del proprio dio
rivendica aderendo al motivo la tua indifferenza

sto fore, nun voglio trasì
saccio ca sto annuro ma so stanco e me vestì
ride l'ommo 'e Stato quante vote s'è cagnato
tutta'a merda c'ha lassato
feta dinto 'a rrobba mia


quanto-vulesse
chi-me-calmasse
si-me-dicesse
ca-sa-partesse
comme-cantasse

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semprescomoda | 11:11 commenti (2)


domenica, gennaio 20, 2008
 

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

sonno

una promessa inevasa, lasciata correre con gli occhi chiusi e la testa in standby. al risveglio, pentita, di fronte all'evidenza, ricordo chi mi ha detto che il mio dio non è vendicativo, e spero voglia capirmi e perdonarmi.

comprensione e perdono sono state le parole tormentone del weekend, un weekend immensamente diverso da quello che avevo pianificato ed aspettato, come a ricordarmi di non pianificare e non aspettarmi mai niente. la vita me l'ha già insegnato tante volte... ma in questo sono una reci - diva

non ho le forze per vivere questa domenica dal sole consolatore, che ormai anche qui ad ovest, saluta e si ritira, ho sonno. ho bisogno di riposare, corpo, testa ed anima, scossi, provati, sfiniti da tante, troppe cose più grandi di me.

nelle ultime ore, mossa da non saprei dire quale forza irrazionale ho fatto cose che voi umani... che io stessa avrei mai neppure sognato. eppure proprio in un'atmosfera onirica, ho visto una me stessa, inutilmente bella, scomporsi colpita da un proiettile, unico freddo e frettoloso, con l'assurda pretesa di rendersi così indolore. ma il dolore c'è stato e ha scatenato l'irrazionalità, che ha chiuso porte e bagnato epidermidi, ed emesso grida e mosso passi, e composto numeri. nell'urgenza di cancellare -non di chiudere- la ferita.

certe ferite si possono chiudere in fretta, e io ne sono maestra

altre ferite non puoi tollerarle. devi tornare all'origine, cambiare gli eventi, muovere i fili, manipolare le circostanze affinché esse non si verifichino. è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto. a botte di disperazione, ostinatezza, perseveranza, noncuranza, insistenza, dolcezza, persuasione e amore.

tutto l'amore che posso

é stato difficile. é difficile. sarà difficile.

ma io l'ho voluto.

di più. io l'ho preteso.

e ora sono cazzi miei.

voglia di dormire. il riposo del guerriero dopo la battaglia, vinta. non ho più risorse per oggi, mi è stata succhiata via ogni linfa vitale, come a dimostrarmi in che cosa mi sono voluta assolutamente andare a mettere. ora tocca ricaricarsi. e poi ricominciare, con piccoli cambiamenti qua e là. ma ho detto poi...

buio

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semprescomoda | 19:44 commenti (2)


mercoledì, gennaio 16, 2008
 

DAL VANGELO SECONDO CHINAKI(77)

 

Splinder (15/01/2008) Involucri di circostanza Non ho proprio un bel niente contro la cosiddetta bellezza del mondo o contro la bellezza della vita in generale. Ho solo qualche perplessità – diciamo - riguardo la bellezza della gente, e intendo dire la maggior parte della gente. Inoltre - e, per quanto banale, non è certo un argomento trascurabile – questa maggior parte di gente mi ha Leggi ancora...

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semprescomoda | 22:15 commenti (1)


venerdì, gennaio 11, 2008
 

...MA NON POSSO

Vorrei dire due parole
a quel giorno cornuto che
non mi vuole per niente
incontrare

vorrei dire due parole
al mio cuore sfinito che
non sa reagire, non vuol ringhiare

voglio un cuore cane
voglio un cuore cane
voglio un cuore cane bastardo!

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semprescomoda | 21:34 commenti (7)


venerdì, dicembre 28, 2007
 

LE COSE COMPLICATE

allora può capitare che è il giorno di natale e ti crolli il mondo addosso.

come ti é già crollato altre volte, ormai sei abituato, però ora le cose sembrava che stessero andando meglio e invece é la sera di natale e ti ritrovi a piangere. e anche lei. e anche lui. e le vaghe soluzioni che vi sforzate di vedere non sono comunque delle vere soluzioni, e tu non ci credi neanche tanto.

e poi c'é semprescomoda da lontano che ascolta, che si sente impotente, che si sente trascurata ma per fortuna capisce che quando uno ha i cazzi per la testa veramente grandi pure semprescomoda passa in secondo piano ed é giusto così.

e poi semprescomoda pensa alla gente che fa le tragedie per delle cazzate e si innervosisce. perchè tu non fai tragedie e perchè tu non te lo meriti e perchè non è giusto.

e semprescomoda è lì al telefono che piange mentre le racconti i fatti, ma non si fa sgamare, e anzi ti fa la voce sorridente e ti dice che andrà tutto bene, che forse non è così grave, che poi comunque si risolve, ma quando non ti sente anche lei ha paura, la stessa paura che hai tu. però non te lo dice.

e intanto le amiche di semprescomoda hanno dei fidanzati superromantici che disegnano cuori sui biscottini di natale, e semprescomoda pensa a lui, che non farà mai niente di questo, che non è mai stato così e mai lo sarà, e semprescomoda gli vuole bene lo stesso, però pure a semprescomoda piacerebbe vedere un biscottino con il cuore e i loro nomi, e si sente triste al pensiero che se non lo fa lei, non lo vedrà mai.

e semprescomoda non si puo' lamentare, non si vuole lamentare perchè ha deciso che si è cacata il cazzo di lamentarsi, che tanto non serve mai a niente. e però ci pensa, zitta zitta, buona buona, in silenzio.

punto

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semprescomoda | 15:41 commenti (1)


giovedì, dicembre 13, 2007
 
Credevo fosse amore e invece era un calesse
 
Fermi tutti.
Ho avuto l’illuminazione divina.
È terribile, non crediate sia un sollievo.
Tutt’altro
 
Quante maiuscole, fottuto word.
 
Comunque… ero lì che riflettevo con minkiolo (e così ricambio il suo recente nominare le nostre conversazioni nei suoi post) sul fatto che io ho sempre pensato di volermi sposare, in chiesa, con mamma che piange, avere dei figli e battezzarli, eccetera; e però in effetti mi associo sempre con persone superatee che a sposarsi in chiesa non ci pensano proprio, e superdisilluse che a sposarsi in comune manco.
Che poi come dice minkiolo si è sempre i meridionali di qualcuno e io qua, al nord della spagna, conosco solo figli di separati con delle situazioni familiari assurde… che quindi hanno un concetto del matrimonio che non te lo dico proprio…
 
E allora penso, eccheccazzo!!
 
Comunque tutto ciò non c’entra, se non per il fatto che parlando di questo mi è venuta l’illuminazione.
E questo post mi sembra che ha un tono vagamente ironico, sarà per via dell’ora, ma il fatto è alquanto drammatico.
 
Tema:
i miei fidanzamenti (o cose simili)
                            
Svolgimento:
                               
Io credo che quando mi fidanzo o comunque inizio a frequentare regolarmente una persona di sesso opposto al mio, può essere che non lo faccio per amore, come le persone normali e di sani principi.
Io ho un problema di socializzazione.
Normalmente ho - di default - poca stima delle persone che esistono, e quindi non approfondisco molto i rapporti con le persone che la vita mi porta a conoscere. Ma l’uomo, dicono, è un animale sociale, e io pure, in quanto uomo e in quanto animale, ho bisogno di socializzare. E visto che i rapporti umani tipici e mediocri tra persone che fondamentalmente non si cacano perché fondamentalmente se ne fottono l’uno dell’altro non mi bastano, ho bisogno di crearmi un rapporto speciale e profondo con qualcuno. Sempre. (da qui il titolo di un paio di post fa “a soul to dig he hole much deeper"). e intensificare il rapporto con un uomo è + facile e rapido. Solo che poi sembra una storia d’amore. Anche se forse l’amore non c’é. O non c’era e